Anello di Settefonti

Itinerario ad anello che parte da Settefonti e permette di osservare i ruderi della famosa chiesa diroccata dal versante più selvaggio, quello che scende verso la val Quaderna.

Lunghezza: 4 km - Dislivello totale: circa 200 m

Questo percorso ad anello permette di attraversare un versante poco noto rispetto ad altri in zona, quello che da Settefonti scende in val Quaderna. Per farlo sfrutteremo due strade campagnole a tratti transitabili da un mezzo 4x4 oppure da un trattore, quasi sempre però si avrà l’idea di essere su un ampio sentiero piuttosto che su una cavedagna o campagnola, anche per la pendenza di alcuni tratti. La variante invece è poco più di una traccia. A tratti assume le sembianze di un sentiero (anche a seconda della stagione) mentre in alcuni punti è solo ben calpestata (più da ungulati che da umani).

Il percorso principale non presenta alcuna difficoltà particolare se non eventualmente il fango nelle stagioni con precipitazioni, mentre la variante presenta tratti fortemente inclinati e stretti ed è sconsigliata a chi non ha un minimo di esperienza anche perchè in diversi punti non è di immediata identificazione, soprattutto in caso di scarsa visibilità. In caso di pioggia/fango/ghiaccio/nebbia a maggior ragione sconsigliamo la variante.

Come tutti gli anelli lo si può percorrere in qualsiasi verso. La descrizione di questo percorso è fatta in senso orario ma attenzione che diverse foto sono state fatte “all’indietro”.

Parcheggio/partenza

Se arrivate in auto potete lasciarla nella piccola area di sosta di Settefonti [1] (dove ci possono stare 3-4 auto) oppure lungo la strada in qualche piazzola. Altra possibilità è lasciarla presso Dulcamara o Villa Torre, dove ci sono molti più posti auto, e raggiungere Settefonti in circa 10 minuti di cammino su per Via Tolara di Sopra.

Settefonti con vestito invernale Settefonti durante una bella giornata invernale

Prima o dopo aver fatto questo anello, una visita ai ruderi di Settefonti è assolutamente obbligatoria. Dall’area di sosta ci si arriva in un paio di minuti.

Dalla zona antistante l’area di sosta, posta esattamente dove Via Tolara di Sopra lascia il posto a Via Mercatale Settefonti, noterete 2 sbarre di metallo che chiudono l’accesso alle auto ed una cavedagna che dirige in basso verso i campi sottostanti: la prima sbarra, che chiude l’accesso in salita, ci conduce ai ruderi di Settefonti, mentre la seconda sbarra (in discesa) è quella che dovremo passare per iniziare il nostro percorso. Pare che questa sia Via dei Medali. [2]

Visita ai ruderi di Settefonti

Se saliamo verso i ruderi (ad inizio o fine anello) si può notare sulla destra quel che rimane delle antiche cinta murarie che proteggevano il castello di Settefonti, e percorsi pochi metri vedremo in alto i ruderi della chiesa. [3]

Settefonti vista dal sentiero Salendo vediamo subito i ruderi che si stagliano in alto

Facciata di Settefonti La facciata ed il campanile mostrano gli implacabili segni del tempo e dei bombardamenti della seconda guerra mondiale

Descrizione itinerario

Prendiamo la seconda sbarra, in discesa, e incammiamoci su Via dei Medali. Nel tratto iniziale è una comoda strada bianca che ci porta prima a transitare a fianco del vecchio cimitero sconsacrato (sulla sinistra) e poi a costeggiare campi coltivati sulla sinistra e calanchi sulla destra.

Dopo alcune centinaia di metri arriviamo ad un grande cancello (che qualche volta è aperto) ma che è usanza passare sul suo lato destro come indicano gli evidenti segni di passaggio. [4]

Cancello Il grande cancello

Poco dopo aver superato il cancello notiamo due pilastrini ([5]), che forse ospitavano un secondo cancello. Questo punto è importante in quanto sulla destra, non molto visibile, parte la variante di cui parleremo più avanti. Si può notare su un alberello una verniciata bianca. [6]

Se non siamo interessati alla variante, proseguiamo nella ampia strada che in questo tratto è quasi pianeggiante anche se degrada leggermente.

Variante Punto dove inizia la variante - notare l’albero con una sverniciata bianca, sulla sinistra, ed il pilastrino sulla destra nella foto

Proseguendo su Via dei Medali giungiamo ad una grande casa rossa in corrispondenza della quale il nostro sentiero gira bruscamente a destra, a 90 gradi. Da qui quella che era una strada bianca, si fa più sentiero. [7]

Casa rossa La casa rossa dove la strada bianca lascia il posto ad un ampio sentiero

Dopo aver superato la casa rossa ed aver girato a destra, il sentiero scende in un primo tratto all’interno di un boschetto, per poi uscire poco dopo in un classico paesaggio calanchivo.

post9_foto5bis_sentiero Breve tratto di bosco che ci conduce sui calanchi

Continuando a scendere scorgiamo un rudere (dal quale dovremo passare) e se spaziamo con gli occhi, da sinistra dove finisce la pianura incontriamo Varignana, poi Palesio, Monte Calderaro ed infine il crinale percorso dalla Flaminia Minor … fino a riconoscere nuovamente il campanile di Settefonti che ci terrà compagnia per tutto il percorso.

Mentre scendiamo verso il rudere (fare riferimento alla mappa) se lasciamo il sentiero e ci dirigiamo a destra potremo trovare una piccola pozza d’acqua (a seconda della stagione) che è particolarmente fotogenica. [8]

Pozza e Settefonti Oltre la pozza il campanile di Settefonti sorveglia il nostro percorso. La traccia di sentiero che si vede sopra la pozza fa parte della variante descritta più sotto

Pozza e albero Un albero solitario approfitta della pozza per abbeverarsi - possiamo usarlo come riferimento per trovare la pozza stessa

Dopo la visita alla pozza d’acqua possiamo tornare sul sentiero e proseguire fino al rudere. [9]

Rudere Rudere

Rudere Rudere

Superato il rudere la pendenza aumenta ed in breve raggiungiamo un’ampia campagnola (in foto innevata). [10]

Giunti a questo trivio, prendiamo la campagnola a destra, verso l’alto. Se andassimo a sinistra arriveremo poco dopo su Via val Quaderna, ottimo spunto se vogliamo allungare il giro verso Palesio, Monte Calderaro, Varignana, etc

Pare che questa strada campagnola sia “Via Baredola”. Percorriamola tenendo un torrente alla nostra sinistra, che scende verso la Quaderna.

Campagnola - via Baredola Ampia campagnola percorsa da mezzi agricoli

Questa strada prosegue in leggera salita e con ampie curve per diverse centinaia di metri, per poi aumentare la ripidità della salita in quanto dobbiamo guadagnare quota per tornare a Settefonti (che ci osserva dall’alto).

Verso Monte Calderaro Quando la salita inizia a farsi più accentuata, girandoci indietro (se siamo in senso orario) vediamo Monte Calderaro

Sentiero Proseguendo si attraversano brevi tratti di bosco

Sentiero A tratti la strada è fortemente ruscellata

Teniamo sempre la nostra campagnola in salita fino a giungere sull’asfalto di Via Mercatale Settefonti [11] … a poca distanza dall’area di sosta del campanile di Settefonti da dove siamo partiti.

Settefonti in primavera Settefonti in primavera

Variante

Se avete già percorso questo anello in ambo i versi e volete variare il percorso, potete sfruttare un sentiero non segnato, o meglio, segnato pochissimo, che inizia da Via dei Medali al punto [5] della mappa, vicino a due pilastrini in muratura, in corrispondenza di un albero dove è stata lasciata una verniciata bianca, come si può vedere nella foto più sopra. Questa variante è estremamente più selvaggia come ambiente e permette di transitare più vicino al costone di roccia del colle di Settefonti.

Come detto in precedenza presenta qualche difficoltà sia di orientamento che di progressione, soprattutto se siamo in bassa visibilità e/o in presenza di pioggia/fango/neve.

Dopo aver imboccato il sentiero con la vernice e dopo aver superato qualche curva a zig zag fra gli arbusti, il sentiero passa da una leggera pendenza ad una discesa a tratti ripida, sfruttando una piccola dorsale calanchiva.

Variante Variante

Nel primo tratto potete seguire delle grezze verniciate bianche o gialle, mentre nel secondo tratto si procede a vista giù per la traccia di sentiero costantemente segnata dalle impronte degli ungulati, che qui abbondano.

Variante Variante

Dopo aver perso abbastanza quota in ambiente aperto ci ritroviamo ad entrare in una zona alberata, con piccoli torrenti ai nostri fianchi (a seconda della stagione) ed arriviamo ad uno strano manufatto la cui natura è (allo scrivente) ignota. [12]

Manufatto misterioso Manufatto ignoto

Avanziamo ancora sulla nostra traccia di sentiero (con un po' di occhio nei punti sospetti c’è quasi sempre qualcosa per orientarsi, o una verniciata, o anche qualche nastro bianco e rosso legato ad un ramo) e superiamo qualche semplicissimo guado.

Quando siamo circa all’altezza del rudere descritto in precedenza ([9]), possiamo prendere un sentierino che taglia a sinistra, proprio in direzione del rudere (che però non si vede, meglio usare la mappa), che ci porta dopo poche decine di metri ad incrociare un altro sentierino che prenderemo svoltando a sinistra, in salita. [13] e [14]

Osservando la mappa noterete che si può anche scendere fino alla campagnola, percorrerne un breve tratto, e poi risalire poco più avanti.

Preso il sentiero in salita poco dopo arriveremo alla pozza d’acqua già descritta in precedenza ([8]), per poi raggiungere il sentiero del percorso principale. [15]

Approfondimenti geologici

Settefonti non è nota solo per motivi storici e paesaggistici, ma anche perchè (e questo percorso aiuta in tal senso) si può ben osservare nel suo lato Est il contatto stratigrafico tra le “Argille Scagliose” e i conglomerati del Pliocene intrappenninico.

Colle di Settefonti Colle di Settefonti dove si nota l’appoggio stratigrafico dei conglomerati sulle Argille Scagliose

Per chi è interessato a conoscere meglio l’importanza geologica del sito di Settefonti può partire da questa scheda presente nel catasto regionale dei geositi:

https://geo.regione.emilia-romagna.it/schede/geositi/scheda.jsp?id=142

Mappa OpenStreetMap

Scarica itinerario in formato GPX o KML

I file in formato GPX o KML sono forniti a scopo di consultazione. Raccomandiamo di consultare la mappa e di studiare il percorso prima di intraprenderlo. Non fidatevi solo dei mezzi elettronici. Cartina e bussola sono ottimi strumenti da portarsi dietro durante le escursioni.

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Benno Written by:

... un appassionato delle colline ozzanesi