La panoramica di Ozzano

Una passeggiata super classica per gli ozzanesi: la grande panoramica (che i giovani chiamano “panorra”). Si parte dal paese e con un bell’anello si sale in collina (fino a Dulcamara - Ciagnano) e poi si torna alla base.

Lunghezza: circa 13.5 km - Dislivello totale: circa 330 m

Narra una leggenda locale che quando un ragazzo di Ozzano non riesce a far breccia nel cuore di una ragazza di San Lazzaro, la porta a fare un giro “sulla panorra”, cioè sulla strada panoramica descritta in questo percorso, ed una volta giunti al belvedere di Via del Pilastrino … non c’è cuore di pietra che non si interenisca. (Probabilmente a San Lazzaro avranno una leggenda simile, ambientata in Croara)

Questo ampio percorso ad anello (percorribile anche in auto, da qui la leggenda citata poco sopra) è uno dei più frequentati di Ozzano. In particolare durante il weekend è battuto da molti ozzanesi, in un verso o nell’altro, partendo da diversi punti in paese. Per comodità qui prendiamo come partenza il parcheggio della Coop, facilmente identificabile anche da un forestiero, e descriviamo l’anello in senso orario. Nulla vieta di compierlo nel verso opposto ed anzi, come tutti gli anelli è doveroso farlo in entrambi i versi per capire quale sia il più congeniale per noi.

Le parti più vicino (o dentro) il paese sono tutte su marciapiede o su ciclopedonale. Le parti in collina si possono fare stando sull’asfalto (perciò con qualsiasi condizione meteo). Vi è un’unico tratto su strada bianca “Via del Pilastrino”, nella parte sommitale del percorso, che può presentare pozzanghere e fango, qualora il meteo sia (s)favorevole.

Parcheggio/partenza

Se arrivate in auto potete lasciarla nel parcheggio della Coop [1].

Descrizione itinerario

Dal parcheggio della Coop ([1]) prendiamo Via Nardi (sfruttando la ciclopedonale) in direzione Est e percorriamola fino ad incrociare Via Tolara di Sopra ([2]). Questo primo tratto è fondamentalmente orizzontale.

All’incrocio voltiamo a destra e per diversi km (circa 5) restiamo su Via Tolara di Sopra che ci porterà tra falsi piani e piccoli tratti di salita più ripida a superare la Dulcamara e a raggiungere l’incrocio con Via del Pilastrino ([7]).

Villa Massei vista da Via Tolara di Sopra Villa Massei vista da Via Tolara di Sopra

Lungo Via Tolara di Sopra, prima di raggiungere Via del Pilastrino, passeremo da diversi punti di interesse, qui ne citiamo alcuni:

  • Palazzo Guidalotti di sotto ([3])
  • Palazzo Guidalotti di sopra - Villa Favorita ([4])
  • Pieve Pastino ([5])
  • Dulcamara ([6])

Pieve Pastino vista dal belvedere di Via del Pilastrin Pieve Pastino vista dal belvedere di Via del Pilastrino

Sguardo sulla pianura dai dintorni di Pieve Pastino Sguardo sulla pianura dai dintorni di Pieve Pastino

Raggiunta Via del Pilastrino, la imbocchiamo girando a destra lungo questa strada che dopo poco diventa bianca, ma transitabile anche da auto normale (a meno di meteo estremamente avverso).

Lungo Via del Pilastrino possiamo notare dopo qualche centinaio di metri il sentiero CAI BO 801A che diparte a destra, e poco dopo, questa volta sulla sinistra, il pilastrino che da il nome alla via.

Il pilastrino di Via del Pilastrino Il pilastrino di Via del Pilastrino

Dopo aver superato l’unica (breve) salita presente su Via del Pilastrino raggiungiamo l’area di sosta nota come “il belvedere”, dove l’occhio può spaziare per decine e decine di km, dalla dorsale apenninica a alpi e prealpi (oltre la pianura). Dicono si possa vedere anche il mare, ma al sottoscritto non è mai capitato … ([8])

La dorsale appenninica dal Corno alle Scale fino al Cimone La dorsale appenninica dal Corno alle Scale fino al Cimone - sulla destra in primo piano, la Palazzina

Via Lattea fotografata dal belvedere Il belvedere di Via del Pilastrino è un ottimo posto per fare foto notturne, ad esempio alla Via Lattea

Superato il belvedere arrivamo all’incrocio ([9]) per la Palazzina (merita una pausa o una visita ad orario pasti!), prendiamo nuovamente a destra e dopo una breve salita arriviamo all’incrocio fra Via del Pilastrino e Via Poggio, dove dovremo prendere a destra su quest’ultima. ([10])

Via del Poggio ci condurrà (a tratti su discesa ripida) attraverso il caseggiato di Ciagnano e poi giù sino all’incrocio con Via del Pino e Via San Cristoforo ([13]), dove terremo la destra su Via del Pino.

Due Torri e tanto altro Superato il vecchio cimitero di Ciagnano abbiamo la possibilità di spaziare su Bologna, scorgendo anche le Due Torri

Lungo Via del Poggio segnaliamo di far attenzione ai punti [11] e [12] che sono collegati da un sentiero nel bosco con viste sui calanchi, corto ma molto carino, il “Percorso di Ciagnano”, che si può anche utilizzare come variante ma che verrà trattato in altro post.

Giunti infine su Via del Pino, proseguiamo sempre in discesa fino ad attraversare l’incrocio dove Via del Pino diventa Via Sant’Andrea, dove inizia anche via del Florio ([14]). Questo incrocio fa parte anche del sentiero CAI BO 801A, descritto in altro post.

Proseguiamo ancora in discea (qui ora appena accennata) fino a tornare ad Ozzano, da dove siamo partiti.

Varianti

Siccome questo percorso sfrutta diverse strade carrabili, è molto facile fare numerose varianti per allungare il percorso o per transitare da punti particolari. Potete usare questo percorso come base e modificarlo sia usando altri percorsi descritti sul sito, sia utilizzando le diverse strade che si incrociano (comprese numerose altre non descritte).

Segue elenco non esaustivo, solo per lanciare qualche idea:

  • collegarsi al “giro dei 7 km” (descritto in altro articolo)
  • allungarsi attraverso Palazzo Bianchetti e San Pietro (vedere anche articoli che passano da San Pietro)
  • raggiungere Settefonti prima di prendere Via del Pilastrino
  • tagliare su Via del Florio per far visita alla quercia monumentale (descritta qui: https://www.trekkoz.it/post/post10/)

Mappa OpenStreetMap

Scarica itinerario in formato GPX o KML

I file in formato GPX o KML sono forniti a scopo di consultazione. Raccomandiamo di consultare la mappa e di studiare il percorso prima di intraprenderlo. Non fidatevi solo dei mezzi elettronici. Cartina e bussola sono ottimi strumenti da portarsi dietro durante le escursioni.

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Benno Written by:

... un appassionato delle colline ozzanesi